Viaggiando con la zia

Durante i primi mesi di gravidanza, Carolina, da dentro il pancione, comunicava con la zia attraverso il pc, poiché mia sorella in quel periodo si trovava a Londra, dove faceva la ragazza alla pari.

Poi la zia è tornata, ma è ripartita quasi subito per il suo Interrail nel Nord Europa: Carolina non era ancora nata e già riceveva la sua prima cartolina. Ma non una cartolina qualunque. Arrivava, infatti, direttamente dalla casa di Babbo Natale: niente meno che dalla Lapponia!

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Carolina nasce ma la zia si trasferisce a Perugia, per terminare gli studi, e da lì a New York, per scrivere la sua tesi di laurea. Nipote e zia parlano, ridono e scherzano attraverso il monitor di un computer. E poi ancora Barcellona “perché la zia vive e lavora là, ma presto andrò a trovarla”.

E i viaggi, i tanti viaggi. E i regali, i tanti regali che Carolina riceve da svariati luoghi.

Attraverso questi doni, Carolina conosce il mondo. Ogni volta che la zia annuncia un viaggio, mia figlia mi chiede di consultare il suo atlante (regalatole, ovviamente, da mia sorella) per sapere dove andrà la zia e cosa andrà a visitare.

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Oggi abbiamo fatto spazio nella scatola dei ricordi per inserire i “nuovi arrivati”: uno zainetto a forma di gufo cucito a mano (Guatemala), un mariachi in legno (Messico) e un cammello (Marrakesh). Ogni volta Carolina vuol tirare fuori tutto e ripercorrere la sua vita tramite i regali che la zia le ha portato dai suoi vari viaggi. Sì, perché: “qui avevo un anno quando me l’ha regalato. Invece quando mi ha portato questo leone dall’Africa avevo tre anni”.

IL LEONE VIAGGIATORE

C’era una volta un leone che abitava in Sudafrica. Era molto curioso e sperava, prima o poi, di poter viaggiare. Un giorno, deciso di conoscere il mondo, s’incamminò verso Nord. Attraversò tutto il continente africano: montagne, fiumi, ma soprattutto distese di sabbia. Arrivò nel deserto del Sahara, in Marocco, dove conobbe un cammello molto simpatico e colorato che lo convinse a salire su un aereo per raggiungere il Messico. Sole, spiagge bianche, vegetazione.

Leone si divertiva un mondo ma la nostalgia di casa iniziava a farsi sentire: erano già due anni che era lontano. Cammello, invece, non aveva nessuna intenzione di rientrare in Marocco, e decise di continuare a viaggiare per tutto il Centro America.

“Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre andiamo, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole” Charles Baudelaire

I due, a malincuore, si salutarono e Leone rientrò in Africa.

Aveva conosciuto popoli e culture diverse e quel viaggio l’aveva arricchito tanto. Ma passò un po’ di tempo e partì di nuovo.

Partiva e tornava.

Tornava e partiva.

“Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco” Josef Koudelka

A mia sorella Giulia

 

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