La storia

Quando aspetti un bambino, soprattutto se è la prima gravidanza, tendi a consultare libri, siti online o quant’altro, alla ricerca di suggerimenti o idee per far sì che il piccoletto dentro di te possa passare nove mesi meravigliosi.

Ah, voi non l’avete fatto? Io sì.

Tra le tante cose lette qua e là, ce n’è stata una che mi ha particolarmente incuriosito.

Musica in gravidanza, sì o no?

Far ascoltare musica al bambino nella pancia si può?

Che musica far ascoltare al bambino nella pancia?

 E così via.

Sbirciando un po’ su internet, quello che trovavo erano articoli favorevoli all’ascolto di musica da parte del bambino nel grembo materno.

Sì, ma che tipo di musica?

Qualcuno mi suggeriva musica alla quale fossi particolarmente legata: un cantante, un album o anche una singola canzone.

E così, dopo averci pensato un po’, sono arrivata alla tanto attesa decisione: la prima canzone che mia figlia avrebbe ascoltato sarebbe stata La storia di Francesco De Gregori.

Munita di mega cuffie, gentilmente concesse dal mio consorte, mi sdraiavo sul divano o sul letto e davo il via all’ascolto.

Mai avrei pensato che da lì a pochi anni, io e mia figlia avremmo ascoltato assieme quel pezzo dal vivo.

L’occasione è stata un concerto di De Gregori che si è tenuto nella mia città natale, Massa, nell’ambito  del festival Memofest.

Io e mio marito avevamo già assistito alla prima data di Amore e furto tour qualche mese prima a Cascina, perciò, eravamo un po’ titubanti sull’andare o meno. Poi però, dopo aver riflettuto un po’, abbiamo deciso per il sì:

– La location meravigliosa, Piazza Aranci

– La mia città Natale, Massa

– Un gran bel Festival, organizzato da persone giovani e capaci

– Il prezzo contenuto del biglietto (sì perché oggigiorno trenta euro per un concerto, qualsiasi esso sia, è più che ragionevole)

– L’opportunità, poiché si sarebbe svolto in una piazza, di portare Carolina al suo PRIMO CONCERTO

E poi, magari, chissà, De Gregori avrebbe cantato La Storia.

Una volta entrati, abbiamo preso posto. Carolina e il padre hanno fatto un giro, più d’uno in verità, per la piazza:

“Ma quando inizia il concerto di Francesco De Gregori?”

Era così eccitata che non faceva altro che ripetere a gran voce queste parole.

Cambio.

Io e Carolina abbiamo fatto un giro, più d’uno in verità, per la piazza, fin quando abbiamo incontrato mia cugina con la figlia:

“Mamma ti prego posso stare con loro?”

Peccato. Avrei tanto voluto che fosse con me almeno per l’inizio del concerto.

Ogni tanto andavo da lei e le chiedevo se per caso avesse voluto passare il resto della serata con noi, ma, e c’era da aspettarselo, la risposta era sempre la stessa: “No grazie, sto  bene qui”.

Poi però De Gregori mi ha fatto un regalo: La storia.

Mi alzo e corro da Carolina e, con una misera scusa (madre degenere), la porto via con me.

Io e mia figlia abbiamo ascoltato la nostra canzone strette in un abbraccio e, mentre l’ascoltavamo, le ho raccontato che quella era la sua PRIMA CANZONE “perché la mamma si metteva le cuffie grandi del babbo sulla pancia quando io ero dentro”.

“Mamma, posso tornare là adesso? Poi, quando c’è Buonanotte Fiorellino, torno”.

Ma poco dopo si è addormentata, fra le braccia di mio marito.

foto

La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi,
siamo noi questo piatto di grano.

 

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