MINI. Il mondo invisibile dei microbi

Il mare stanca. È risaputo. E così, ogni tanto, Carolina e io ci rilassiamo a casa dei nonni. Ma la giornata è lunga e devo sempre inventarmi qualcosa per farle passare il tempo.

La giornata tipo di Carolina inizia attorno alle 8.30.

Appena apre gli occhi, inizia subito con il suo gioco preferito: la nipote-ombra. Sì perché, finché mio padre non esce per andare al lavoro, Carolina lo segue, appunto, come un’ombra.

Una volta salutato il nonno, esce in giardino e inizia un’interessante conversazione con la bisnonna:

“Carolina, l’erba è bagnata”

“Ma devo cercare Ufi!” (il gatto)

“Carolina, lascia stare la tartaruga”

“Ma ha fame!”

E così via, finché non scende la nonna e assieme fanno colazione.

Quando restiamo sole, disegniamo, giochiamo in giardino e attendiamo l’ora di pranzo!

E il pomeriggio?

Oggi, ad esempio, abbiamo aspettato la partita Italia – Spagna in compagnia del libro MINI. Il mondo invisibile dei microbi (Editoriale Scienza), vincitore del Premio Andersen 2016 come miglior libro di divulgazione. Carolina ama molto questo libro poiché in diverse pagine compare un gatto che “sembra proprio Ufi!”.

 

I microbi sono presentati in maniera molto semplice e simpatica, e viene messo in evidenza il loro aspetto stacanovista: sono dei gran lavoratori, creano e disfano in continuazione. Una cosa che ha colpito molto mia figlia è stato scoprire che lo yogurt “lo fanno i microbi dal latte”, e che sulla nostra pelle “ci sono tantissimi microbi che possono entrare dentro di me se una zanzara mi punge o mi taglio, e quelli possono essere cattivi e si chiamano germi”.

Sfogliando il libro, ci siamo soffermate parecchio sulla pagina dedicata all’aspetto dei microbi:

“Sembrano le conchiglie del mare oppure un uovo in padella!”

Alcuni sono tondi, come le ortensie, altri sottili come ciuffi d’erba, altri ancora sembrano astronavi, proprio come il fiore del melograno. E poi ancora a forma di margherita e di collana, come i lunghi rami del grande salice piangente dei nonni.

Ci sono esseri viventi così piccoli che in un solo puntino ce ne possono stare milioni. E sono sempre indaffarati a fare ogni genere di cose, dal procurarci il raffreddore a trasformare il latte in yogurt, dal costruire la scogliere a far diventare buona l’aria che respiriamo.
Sono i microbi, gli abitanti più piccoli del nostro pianeta che fanno il lavoro più grande.

Abbiamo anche imparato che il microbo più grande si chiama PARAMECIO.

“Che nome buffo mamma. Da oggi ti chiamerò così”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...