Una nuova casa per Uga

Oggi è il primo di agosto e io ho deciso di non andare in spiaggia.

Anche ieri, domenica 31 luglio, ho volutamente e fortemente evitato la spiaggia.

Di questi tempi, infatti, sono poco tollerante al caldo e alle orde di turisti che invadono il litorale. Preferisco di gran lunga una passeggiata in montagna. Ma dopo un’intera settimana passata fuori casa, tra la spiaggia, un aperitivo e una cena fuori, avevo voglia di restare a casa.

E così ho fatto. Anzi, abbiamo fatto.

Ma la giornata è lunga, e in qualche modo va passata: qualche gioco d’acqua in giardino, un po’ di tv, un riposino, un giretto nell’orto nel nonno, un buon libro. E proprio mentre ero intenta nella lettura, Carolina, al piano di sopra, inizia a chiamarmi.

“Mamma vieni a vedere! Guarda cosa mi ha dato il nonno!”

Sono salita e sul pavimento c’era una distesa di scatoloni: i miei genitori erano reduci da una mezza giornata all’Ikea. Carolina ci stava giocando quando ho avuto un’illuminazione alla Neil di Art Attack. I pezzi di cartone erano di forme diverse e, se messi assieme, potevano dar vita a delle cose molto interessanti.

Perciò, mentre mio padre era intento a montare un divanetto, mia figlia e io, aiutate da mio marito, abbiamo costruito “una nuova casa per Uga! Dai mamma!”

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Dopo aver spiegato a Carolina che Uga, la tartaruga, ha bisogno di un certo tipo di abitazione (che già ha, oltretutto), abbiamo costruito la casa per le bamboline/puffi, ovvero tutti quei personaggi minuscoli appartenuti a me e alle mie sorelle quando eravamo piccine. Abbiamo assemblato i diversi pezzi e, con i pastelli a cera, disegnato e ornato la casetta.

“Vedi babbo, qui Uga dormirà e qui mangerà”.

“Carolina no, abbiamo detto che questa non sarà la casetta della tartaruga, ma delle bamboline e dei puffi”.

Con i figli devi sempre cercare dei compromessi. È inevitabile.

E compromesso fu: la tartaruga avrebbe fatto un giretto nella casetta di cartone.

È stato spassosissimo, in effetti, vedere la tartaruga farsi un giretto in cucina per poi accomodarsi sul letto.

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