Olimpiadi che passione!

Ah le OLIMPIADI, che passione! Se non fosse che ogni tanto il mio fisico necessita di cibo, di riposo e di ore d’aria, io passerei le mie giornate di fronte alla tv a guardare le gare olimpiche: dalla carabina ai tuffi, dalla scherma alla ginnastica, ma soprattutto lei, la regina: l’ATLETICA.

Tutto è cominciato una trentina d’anni fa. Un po’ grazie a mio padre, grande appassionato di sport, e un po’ grazie ai Giochi della gioventù, le gare alle quali ho partecipato durante gli anni delle elementari. Il mio maestro elogiava le mie caratteristiche fisiche: “è un grillo”, diceva. E infatti andavo fortissimo sia nella corsa che nei salti. I giochi si svolgevano a fine maggio, e di quelle calde giornate ricordo l’odore della pista rossa, la sabbia nelle scarpe, le medaglie consegnate a tutti i bambini e la felicità di stare insieme.

Sì perché SPORT è sinonimo di gioia, di aggregazione e di accrescimento.

Ho continuato a gareggiare anche durante gli anni delle scuole medie e delle superiori e, in terza Liceo, ho ottenuto anche dei discreti risultati nei cento metri.

Durante le Olimpiadi di Londra, Carolina era molto piccola e si limitava a farmi compagnia mentre assistevo ai giochi. Ma quest’anno ha partecipato attivamente, e la cosa mi ha riempito di orgoglio! Tra tutte le discipline ha preferito sicuramente i tuffi, ma anche la ginnastica artistica, esprimendo addirittura la volontà di volerla praticare come sport! Una futura Simone Biles?

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“Mamma mi fai vedere le medaglie e le coppe che hai vinto nelle gare a scuola?”

“Certo! Appena il nonno ha un minuto, te le prende, sono in soffitta. Nel frattempo, se ti va, possiamo andare al campo scuola, ti faccio vedere il luogo dove si svolgevano le gare scolastiche”.

E così, io, Carolina e mio marito ci siamo diretti al campo scuola di Massa. Erano anni che non andavo. Esattamente dall’aprile del 2011. Quel giorno, dopo mesi passati a letto a causa delle nausee dovute alle gravidanza, accompagnai i miei genitori per la loro oretta dedicata all’attività fisica.

Mi sono emozionata.

Appena arrivati, Carolina ha iniziato a correre imitando gli altri sportivi (tra cui il padre), e così le ho fatto vedere il corretto modo di partire per una gara di velocità.

Ha cercato di imitarmi al meglio ed è partita percorrendo quasi cento metri!

Poi, siamo passati alla pedana del salto in lungo e alla gabbia. Si è talmente impegnata che ha meritato il gradino più alto del podio!

 

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