Una giornata da certosino

Ci siamo trasferiti a Pisa da quasi tre anni ma, prima della scorsa domenica, non eravamo mai stati a visitare la Certosa di Calci. L’occasione si è presentata grazie ai Servizi Educativi che operano nel museo; infatti, anche la Monumentale di Calci ha aderito alla giornata FAMu: la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo che è nata dalla volontà di persone che credono nei musei come luoghi interessanti e speciali adatti anche ai più piccoli.

Il 9 ottobre, in circa 800 musei italiani, tante famiglie hanno dunque passato delle piacevoli ore in compagnia di educatori museali e di Matì e Dadà, testimonial FAMu, che hanno trasformato grandi e piccini in veri e propri Atleti del Museo: il museo, per un giorno, è diventato una palestra un po’ speciale!

Per allenare il corpo si può andare in palestra, naturalmente. Per allenare la mente.. Beh! Possiamo andare tutti al museo!

Noi, come già accennato sopra, siamo stati alla Certosa Monumentale di Calci per vivere una giornata da certosini! Guidati da tre operatrici, siamo andati alla scoperta delle curiose abitudini dei monaci certosini, dei suggestivi ambienti in cui vivevano e di come trascorrevano le loro giornate.

Tutte le famiglie coinvolte hanno partecipato a una particolarissima gara di Pentathlon. All’arrivo, infatti, oltre a un cartellino riportante il proprio nome, ogni bambino ha ricevuto un diario di bordo da compilare assieme ai suoi accompagnatori. Il gioco era basato sui cinque sensi proprio come una gara olimpica di pentathlon è basata su cinque sport. Ogni senso, poi, era associato a un ambiente:

Farmacia – Olfatto

Chiesa – Vista

Cappelle – Tatto

Refettorio – Gusto

Colloquio – Udito

In farmacia, ad esempio, abbiamo conosciuto le erbe curative e giocato a riconoscere la lavanda grazie al senso dell’olfatto. Nelle cappelle, Carolina e gli altri bambini, aiutati dai genitori, hanno toccato e riconosciuto le varie forme geometriche che compongono i preziosi pavimenti… facile, direte voi, ma provate a farlo con gli occhi chiusi! Nella stanza riservata al colloquio, invece, siamo stati tutti coinvolti in una specie di telefono senza fili. E così via…

Finita “la gara”, abbiamo inoltre visitato il chiostro e le affascinanti celle dei monaci. E per concludere, i bambini sono stati invitati a fare un disegno per raccontare che cosa avessero visto e imparato durante il tempo trascorso nel museo. I disegni di quest’anno, tra l’altro, sono risultati ancora più speciali, visto che verranno inviati ai bambini di Amatrice per raccontare loro questa particolare giornata passata al museo.

Anche ad Amatrice c’è un MUSEO, ora quasi totalmente distrutto, che negli anni passati ha sempre partecipato a questa giornata speciale dedicata alle famiglie.

E così ci siamo salutati tutti con un bel disegno dedicato ai bambini colpiti dal terremoto.

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