Le interviste di Caro: Daniela

 

Sono sicura che ognuno di voi ha conosciuto, almeno una volta nella vita, una persona speciale, per un motivo o per l’altro. Una di quelle persone che “a pelle” vi trasmette positività ed empatia.

Io, ultimamente, ne ho incontrate parecchie, e oggi voglio parlarvi di una di loro: Daniela Sbrana.

Daniela è una giovane artista, un’illustratrice ed esperta d’arte, che comunica, grazie alle sue capacità espressive, l’amore per l’arte ai bambini.

Carolina e io l’abbiamo conosciuta da Io Gioco e Leggo – La Bottega dei Bambini, durante la presentazione del suo ultimo libro, Salvador Dalì: C’era una volta un visionario (ISTOS Edizioni), che ha scritto e illustrato in occasione della mostra Dalì: Il sogno del classico, allestita a Palazzo Blu e visitabile fino al prossimo 5 febbraio.

Daniela ha autografato il libro a tutti i bambini, poi, dopo una divertente lettura, ha aiutato i presenti nel costruire dei fantastici baffoni!

Per quanto mi riguarda, oltre ad essermi divertita tantissimo, ho approfittato per fare qualche domanda alla giovane artista.

Daniela, com’è scaturita la tua passione per il mondo dell’illustrazione?

Il rapporto tra testo e immagine mi ha sempre affascinato, fin da quando, in prima elementare, ho cominciato a sfogliare il libro di testo, che conservo ancora come un oggetto prezioso. La passione per l’illustrazione è cresciuta con me ed ho cercato di approfondire questo mondo fino a renderlo un vero e proprio lavoro. Oggi concepisco l’illustrazione come un elemento non descrittivo, che ha la funzione di rendere più chiaro il testo tramite una forma evocativa, raccontando quindi il “non detto” dalle parole.

Da quanto tempo collabori con la casa editrice ISTOS?

Dal 2014, con la pubblicazione del primo libro della collana LibrArte “Amedeo Modigliani. C’era una volta Dedo”.

Com’è nata la collana per bambini dedicata agli artisti ospitati a Palazzo Blu?

È nata allo scopo di avvicinare i bambini all’arte e in particolare ai suoi protagonisti, dei quali volevo raccontare non solo le opere e lo stile, ma anche la vera storia della loro vita, dalla nascita alla morte: com’erano da bambini, quali sono state le loro passioni, come sono arrivati a diventare quelli che noi conosciamo, senza edulcorare i fatti o reinventare una storia diversa. Così abbiamo pensato che sarebbe stato interessante iniziare dagli artisti ospitati di volta in volta a Palazzo Blu, narrando le tappe principali del loro percorso biografico e artistico tramite una filastrocca, al fine di rendere la storia più accattivante e facile da recepire, mentre le illustrazioni ne chiariscono il significato evidenziando alcuni aspetti delle opere dell’artista in questione.

Ti va di raccontami la genesi e lo sviluppo del tuo lavoro su Dalì?

Per Dalì, così come per gli altri tre libri, sono partita dallo studio della biografia e delle opere dell’artista, cercando di coglierne i tratti salienti della vita e possibilmente qualche aneddoto curioso. Dopodiché, ho scritto la filastrocca e poi realizzato il layout del libro e le illustrazioni. Ciò che mi preme di più è raccontare il mondo dell’artista in questione in modo leggero ma veritiero, mettendo in luce la sua interiorità, il suo temperamento, le sue paure e le sue passioni sin dall’età infantile.

Che progetti hai per il futuro?

Al momento non saprei, vediamo quale mostra ci riserba Palazzo Blu nel 2017!

Grazie Daniela e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

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