Cappuccetto giallo e il lupo puzzone

Chissà quante volte avrete raccontato favole ai vostri figli.

La sera, nel lettone, prima che chiudano gli occhi, mamme e papà si sbizzarriscono e leggono o raccontano storie ai loro bambini.

Noi? No, noi no. Carolina è una mega fifona! E se provi anche solo a nominare il lupo di Cappuccetto Rosso o la strega di Biancaneve, bè, lei cambia discorso o ti chiude letteralmente la bocca.

“Mamma ma Cappuccetto rosso ci va con la mamma e il suo babbo dalla nonna?”

“Mamma mi racconti la storia di Biancaneve e i setti nani ma quando arriva la parte della strega dormiamo?”

Così, qualche sera fa, ho provato a raccontarle una storia seguendo i consigli del buon vecchio saggio Gianni Rodari.  Il libro La grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie, è un vero e proprio ricettario per costruire delle storie.

Capitolo 26: A sbagliare storie.

In qualche caso il gioco avrà una sua efficacia terapeutica. Aiuterà il bambino a sbloccarsi da certe fissazioni. Il gioco sdramattizza il lupo, svillaneggia l’orco, ridicolizza la strega, stabilisce un più netto confine tra il mondo delle cose vere e quello delle cose immaginarie.

Quello che ne è scaturito è una storia molto carina che racconta di un lupo con un problema piuttosto.. puzzone!

CAPPUCCETTO GIALLO E IL LUPO PUZZONE

C’era una volta una bambina che un giorno, mentre attraversava il bosco, fu colta da un terribile temporale. Dopo quell’episodio, non usciva mai senza l’ impermeabile giallo che la sua nonnina le aveva regalato per evitare che si bagnasse di nuovo.

Cappucetto giallo, così la chiamavano in paese, era una bambina molto ubbidiente ed era sempre pronta ad aiutare chi era in difficoltà, perciò, non esitò un momento quando la mamma le chiese di andare a trovare la nonnina malata.

“Certo mamma, vado immediatamente e le porterò tutte le cose di cui ha bisogno”.

La nonna di Cappuccetto giallo abitava al di là del bosco dove, in alcuni tratti, non filtrava neppure la luce del sole. La bambina, ogni volta che passava di lì, correva a più non posso tanta era la paura di incontrare il lupo cattivo.

Quel giorno, dopo aver indossato il suo impermeabile e aver preso l’occorrente da portare alla nonna, si avviò verso il bosco. Quando giunse tra la fitta boscaglia iniziò, come suo solito, a correre ma, ad un tratto, fu costretta a fermarsi per prendere un fazzoletto dalla tasca e tapparsi il naso.

“Ma che diavolo è? Ma che puzza strapuzzona!” disse divertita.

“Ecco vedi “ disse una vocina “anche tu mi prendi in giro per le mie puzze strapuzzone”.

All’improvviso, un lupo uscì da un cespuglio e iniziò a piangere.

Cappuccetto, per quanto spaventata, di fronte a quel pianto disperato non seppe resistere, e chiese al lupo quale fosse la causa di tale disperazione.

“Vedi” disse il lupo “da qualche tempo faccio delle puzze strapuzzosissime, tutti si prendono gioco di me e non scappano più dalla paura. Ero un lupo cattivissimo, una volta. Chiunque passava da queste parti correva all’impazzata pur di non incontrarmi. Ma adesso nessuno ha più paura di me” e riprese a piangere.

La bambina, un po’ confusa e dubbiosa, non si fidò di quelle parole e corse via. Quando giunse dalla nonnina, le raccontò quanto successo ma la vecchina non si stupì nell’ascoltare quella storia.

“Il lupo che hai incontrato” disse la nonna “ha mangiato la bacca puzza strapuzza. Una bacca rarissima che cresce nella boscaglia più fitta. Io ho l’antidoto giusto per far sì che non faccia più puzze strapuzzone”.

La donna consegnò una piccola ampolla alla nipote la quale corse immediatamente a cercare il lupo.

Grazie alla scia delle sue strapuzzissime puzze lo trovò subito e gli disse quanto appena saputo dalla nonna.

L’antidoto non aveva un buon sapore, anzi, puzzava tantissimo, ma, una volta preso, l’animale tornò come nuovo e ringraziò di cure la bambina.

Fu così che il lupo ricominciò a spaventare chiunque passasse nel fitto bosco, Cappuccetto giallo compresa.

cappuccetto-giallo

Immagine tratta da www.tiraccontounafiaba.it

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