Nuove esperienze: Gustav Klimt

Nel cuore di Firenze, nei pressi di Ponte Vecchio, un vicoletto conduce alla chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte. Da qualche anno, gli ambienti della chiesa si sono trasformati in spazi espositivi multimediali.  Qui, dallo scorso novembre, è stata allestita la mostra Klimt Experience, che è visitabile fino al prossimo primo maggio.

I dipinti del famoso artista viennese sono riprodotti in altissima definizione su grandi pannelli e, grazie alla coinvolgente colonna sonora, il visitatore si immerge completamente nelle opere di Gustav Klimt. Inoltre, l’area d’introduzione alla mostra, oltre che di supporti scenografici fisici, è attrezzata con degli speciali visori Oculus Samsung Gear VR, che permettono al visitatore un’immersione totale nel mondo dell’artista.

Con queste premesse, potevo non andare a visitare la mostra? Ma soprattutto, potevo non coinvolgere Carolina in un’esperienza simile? Certo che no!

E così la settimana scorsa, assieme alle nostre due amiche di avventura, Carolina e io abbiamo preso il treno per Firenze.

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Una volta arrivate, abbiamo fatto un giretto in piazza Duomo. Il sole era caldo ma la temperatura piuttosto piacevole: quanti turisti! Si camminava a mala pena, a causa anche delle tante scolaresche giunte nel capoluogo toscano. Ci siamo poi recate alla biglietteria dello spazio espositivo per acquistare i biglietti ed essendo un giorno feriale, c’era pochissima gente. Dopo aver pranzato, siamo entrate. La prima cosa che ha colpito il nostro interesse è stato un divano gigante sul quale potersi sedere e scattare foto: uno spasso!

Una volta dentro, un’addetta alla mostra ci ha mostrato i visori che ci avrebbero permesso di entrare nelle opere di Gustav Klimt. Le prime a indossare questi particolari occhiali sono state Carolina e la sua amichetta.

“Mamma entro nei quadri! C’è una stanza poi mi muovo ed entro proprio nei quadri! “

“E poi, che altro?”

“Poi c’è tutto d’oro, mi sembra di volare! C’è anche la cattiva di Mia and Me”

Solo più tardi, dopo aver indossato i visori e spulciando su Google, ho capito a cosa si riferisse Carolina.

Successivamente, siamo entrate nel cuore della mostra. Sulle pareti della chiesa c’erano diversi pannelli che proiettavano le opere di Klimt. Dopo esserci sdraiate su un grande tappeto, ci siamo godute lo spettacolo.

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I dipinti più famosi che vengono riprodotti sono accompagnati dalle opere dei più grandi compositori: Mozart e Beethoven su tutti. Dopo un primo momento di smarrimento, Carolina ha preso confidenza con quell’ambiente e ha iniziato a muoversi da una parte all’altra; per fortuna c’era poca gente! Poi, si è seduta accanto a me e, assieme, abbiamo ammirato le grandi creazioni di Gustav Klimt: Il bacio, L’albero della vita, Giuditta.

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Le ho raccontato di quando siamo state a Vienna e di come lei, che non aveva ancora due anni, ha reso movimentata la nostra visita al museo del Belvedere.

Ma la cosa che più le è piaciuta fare, è stata rincorrere i serpenti proiettati sul pavimento durante la riproduzione del dipinto Nuda Veritas!

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È così che Carolina ha conosciuto Gustav Klimt. Un modo un po’ diverso, ma altrettanto bello ed entusiasmante!

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