IL RE E LA CORNACCHIA

C’era una volta un re molto vanitoso che preferiva passare le sue giornate di fronte allo specchio piuttosto che pensare alle sorti del suo regno. Un giorno una cornacchia, accecata dalla rabbia, lo tramutò in un cinghiale. Gli abitanti del castello, appena notarono il grosso animale, lo cacciarono subito fuori e iniziarono a preoccuparsi per le sorti del proprio sovrano. Il cinghiale vagò per giorni alla ricerca di un riparo e di cibo, maledicendo la propria vanità. Tutti lo scacciavano e nessuno aveva intenzione di aiutarlo. Una notte, in fondo ad una stradina di campagna, vide una casetta e bussò. Apparentemente gli sembrò disabitata; ma, ad un certo punto, comparve di fronte a lui un gatto. Il cinghiale, commosso dall’aiuto che il felino gli stava dando, si confidò raccontando di essere molto pentito e dispiaciuto per non essere stato un buon re per i suoi sudditi. Improvvisamente, una luce bianca avvolse tutta la casa: “Che sta succedendo?” disse il cinghiale spaventato. Quando il bagliore svanì, si accorse di non avere più le sembianze di un cinghiale ma di essere tornato com’era prima: un essere umano. Si guardò intorno ma il gatto non c’era più; al suo posto, vide la brutta cornacchia nera che gli disse: “Ti sei pentito del tuo atteggiamento, ed è questo che conta. Ti ho trasformato in una bestia per rabbia. Io sono una brutta cornacchia, sempre derisa da tutti”. Il re, dopo quelle parole, si commosse e pensò di ringraziare l’uccello mutandolo in un bellissimo pavone.

COM’è NATA QUESTA STORIA?